La Fondazione CARIPLO finanzierà la ricerca sull’associazione fra la fragilità dell’invecchiamento e i possibili marcatori biologici (FRAILBIOTRACK)

febbraio 07, 2018

Il bando 2017 della FONDAZIONE  CARIPLO  per la ricerca biomedica, aveva come tema legato all’invecchiamento la “fragilità”.   La Fondazione Golgi Cenci  ha partecipato come partner 1 al progetto presentato dall’IRCCS C. Mondino di Pavia insieme all’IRCCS Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, avente come titolo “ Association between frailty trajectories and biological markers of aging”. FRAILBIOTRACK.  La presentazione ha avuto successo e il progetto è stato incluso fra quelli da finanziare.  Il progetto durerà tre anni, e prevede il maggior impegno della Fondazione Golgi Cenci nel primo anno. Si tratterà di reclutare almeno 700 persone fra quelle che già hanno partecipato allo studio “InveCe.Ab” per effettuare una valutazione multidimensionale e prelevare i campioni che verranno analizzati dai laboratori biologici del Mondino e del Mario Negri. Il finanziamento complessivo richiesto era di 380.000 €, la parte della Fondazione di 120.00 €.

DESCRIZIONE

La fragilità è una sindrome geriatrica caratterizzata dalla riduzione multisistemica delle riserve funzionali, che espone l’individuo ad un aumentato rischio di eventi avversi come la disabilità, frequenti ospedalizzazioni e morte.

Fattori biologici come la disregolazione di processi infiammatori, l’instabilità genomica, stress ossidativo e disfunzioni mitocondriali sono stati associati alla fragilità nell’anziano. Tuttavia, esistono pochi dati riguardo i cambiamenti longitudinali di questa sindrome e i relativi meccanismi patofisiologici.

La fragilità tende ad aumentare con il passare del tempo ma la sua evoluzione può essere modificabile e alcune disabilità reversibili, perciò valutare i meccanismi molecolari sottesi alla fragilità risulta estremamente importante.

A tal proposito abbiamo deciso di valutare le traiettorie di fragilità e i marcatori biologici ad esse associati in soggetti anziani partecipanti allo studio longitudinale “InveCe.ab” (ClinicalTrials.gov ID: NCT01345110).

 

OBIETTIVI

L’obiettivo principale di questo progetto è identificare diverse traiettorie di fragilità in una popolazione di soggetti anziani seguiti nel tempo e valutare i cambiamenti biologici ad esse associati, in modo da evidenziare potenziali meccanismi patofisiologici della fragilità nell’anziano.

Obiettivi specifici sono: 1) individuare le diverse traiettorie di fragilità in una popolazione di anziani seguita longitudinalmente nel tempo e stimare il tasso sopravvivenza ad esse relativi, 2) ricercare i cambiamenti biologici associati all’invecchiamento e allo stato di fragilità dei soggetti, 3) valutare la presenza di danno mitocondriale in associazione allo stato di fragilità 4) valutare il ruolo dei marcatori biologici di fragilità evidenziati nella fase clinica di questo progetto, in modelli cellulari e animali.

 

STRATEGIE

Per conseguire gli obiettivi sopra citati, verranno convocati tutti i partecipanti dello studio InveCe.Ab e rivalutati in modo multidimensionale (prelievo ematico, valutazione antropometrica, sociale, clinica e neuropsicologica). Unitamente alle precedenti valutazioni (dal 2009 al 2014), verranno delineate le traiettorie di fragilità e i relativi tassi di mortalità.

Sul plasma ottenuto durante le precedenti valutazioni, si valuterà la presenza di marcatori biologici associati all’invecchiamento e alle specifiche traiettorie di fragilità come miRNAs, exosomi/vescicole extracellulari, diversi metaboliti e molecole pro e anti-infiammatorie circolanti. Verrà inoltre indagata la funzionalità mitoncondriale e la presenza di processi apoptotici in relazione ai diversi profili di fragilità.

Il ruolo degli analiti, che durante la fase clinica di questo progetto sono stati associati a fragilità, quindi, verrà analizzato a livello molecolare in modelli cellulari e animali.

 

RISULTATI ATTESI

Gli obiettivi proposti e le strategie adottate permetteranno di rilevare differenti profili di fragilità e se ad essi sono connessi differenti tassi di sopravvivenza. Inoltre, questo studio permetterà di evidenziare biomarcatori specifici di fragilità e di differenziarli dai quelli associati all’invecchiamento. Infine, i marcatori biologici che risulteranno associati alla fragilità verranno studiati in modelli cellulari e animali, con la possibilità di testare anche potenziali molecole atte a contrastare il loro effetto.

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