Una serata di testimonianze e musica per ripercorrere dieci anni di lavoro condiviso e raccontare come scuola, associazioni, commercianti, istituzioni e famiglie contribuiscono a rendere Abbiategrasso una città più attenta e inclusiva verso le persone con demenza e a chi sta loro accanto.

C’è un cartello che accoglie chi arriva ad Abbiategrasso: «Città amica delle persone con demenza».

Durante la serata dedicata ai dieci anni della Dementia Friendly Community Abbiategrasso, è stata Marialuisa Gersi, caregiver del marito che convive con la demenza, a richiamare l’attenzione su quelle parole. Un cartello che si incontra entrando in città, ma che riguarda ciò che succede dopo: nei negozi, nelle strade, nelle occasioni sociali e nei luoghi in cui le persone si incontrano.

Essere una Dementia Friendly significa anche questo: fare in modo che una persona con demenza possa continuare a frequentare i luoghi che conosce, partecipare alla vita della Comunità e trovare persone capaci di riconoscere le sue possibili difficoltà. E significa ricordare che anche i familiari hanno bisogno di comprensione, ascolto e occasioni per non affrontare tutto da soli.

È da questa riflessione che si può ripercorrere il senso di «10 anni in movimento insieme», la serata che sabato 24 ottobre scorso, all’Ex Convento dell’Annunciata, ha celebrato il Decennale della DFC Abbiategrasso e inaugurato il calendario delle iniziative 2026/2027.

Non soltanto un’occasione per ricordare quanto fatto, ma un momento per ascoltare le persone che hanno contribuito a costruire il progetto e capire che cosa significa portarlo avanti oggi.

Una città amica si costruisce nel tempo

Nel 2016 Abbiategrasso fu scelta dalla Federazione Alzheimer Italia come prima città pilota italiana per il progetto Dementia Friendly Community. L’obiettivo era promuovere una maggiore conoscenza della demenza, contrastare lo stigma e ridurre l’isolamento sociale, creando condizioni perché le persone con demenza e le loro famiglie potessero continuare a partecipare alla vita sociale.

Come ha ricordato la Dott.ssa Laura Pettinato, referente della DFC Abbiategrasso, all’inizio non era possibile prevedere gli sviluppi che avrebbe avuto il progetto. Il lavoro è cresciuto nel tempo, coinvolgendo realtà diverse e dando vita a iniziative che hanno portato il tema della demenza fuori dagli ambiti specialistici e dentro la quotidianità della città.

Nel corso della serata, il sindaco Cesare Nai e la vicesindaca Beatrice Poggi hanno richiamato il valore del percorso per Abbiategrasso: essere una comunità amica non significa solo adattarsi alle difficoltà che incontrano le persone con demenza e le loro famiglie, ma impegnarsi attivamente per rendere la città più accessibile e accogliente.

Una poesia in dialetto abbiatense scritta da Enrica Moroni, in arte Calicantus, ha restituito questo messaggio attraverso parole legate alla vita della Comunità. I versi raccontano lo smarrimento di chi fatica a riconoscere luoghi e persone, per poi rivolgersi a “vigil, buttegar, cittadin preparaa” (i.e., polizia locale, commercianti, cittadini formati e attenti). Il richiamo è concreto: sapere che una persona può incontrare difficoltà di orientamento o di comunicazione è importante, ma lo è altrettanto sapere come comportarsi quando accade, come avvicinarsi, ascoltare e offrire aiuto. “Ecu, alura, al prugett ben studiaa […] Dementia Friendly Community”.

Quando la scuola entra nella vita della Comunità

Tra le collaborazioni che hanno accompagnato la crescita della DFC, quella con il Liceo Scienze Umane dell’IIS Bachelet ha assunto negli anni un ruolo significativo.

Durante la serata, il docente Claudio Saffioti, l’ex docente Paola Cucchetti, la dirigente scolastica Donatella Cangini e gli ex studenti Pietro ed Elena hanno ripercorso le esperienze vissute attraverso il progetto.

Gli studenti hanno preso parte a iniziative come “Alla ricerca della memoria perduta”, i flash mob, le visite guidate e altre attività realizzate insieme alle associazioni e ai cittadini. In questi contesti, ciò che si apprende in aula incontra situazioni reali: bisogna organizzare un’attività, collaborare, pensare a chi vi parteciperà e trovare modi per coinvolgere anche chi può avere difficoltà.

La demenza smette di essere soltanto un argomento da studiare e diventa una realtà da conoscere attraverso le relazioni, le esperienze e le attività condivise. Per gli studenti, significa sperimentare che il proprio ruolo non si limita a ricevere conoscenze: possono partecipare alla costruzione di iniziative utili alla Comunità e contribuire a renderle più accessibili per tutti.

Nel richiamare il pensiero di Tullio De Mauro e il principio del “non uno di meno”, la dirigente scolastica Donatella Cangini ha sottolineato il valore educativo di una scuola che si impegna a non lasciare indietro nessuno. Un principio che supera i confini dell’apprendimento scolastico: imparare a includere significa accorgersi di chi rischia di rimanere escluso e assumersi l’impegno e la responsabilità sociale di coinvolgerlo.

Questa collaborazione rappresenta uno degli aspetti più significativi della DFC Abbiategrasso: mettere in relazione generazioni diverse e creare occasioni in cui la conoscenza si costruisce anche attraverso l’esperienza diretta.

I luoghi quotidiani possono fare la differenza

Una parte importante del percorso della DFC riguarda i luoghi che le persone frequentano abitualmente. Un negozio, una biblioteca, un’associazione o uno spazio culturale possono rappresentare occasioni per incontrare qualcuno, mantenere le proprie abitudini e continuare a sentirsi parte della Comunità.

Tiziana Losa, presidente di Confcommercio Abbiategrasso, ha portato la testimonianza del mondo del commercio, sottolineando l’importanza della formazione dei commercianti. Comprendere meglio le difficoltà cognitive permette di comunicare in modo più adeguato e di affrontare con maggiore consapevolezza situazioni che, altrimenti, potrebbero creare disagio o rendere più complicata un’attività quotidiana.

A volte è necessario spiegare con maggiore chiarezza, lasciare il tempo di comprendere una richiesta o trovare un modo diverso per farsi capire. Sono attenzioni semplici, ma possono aiutare una persona a continuare a frequentare un negozio e a svolgere le proprie attività con maggiore autonomia.

Anche le associazioni contribuiscono a creare occasioni di incontro e partecipazione. Le testimonianze di Nunzia Fontana per Iniziativa Donna e di Franco Mirenda per Amici della Biblioteca hanno raccontato il ruolo e il contributo del mondo associativo, che attraverso le proprie attività può sensibilizzare nuovi cittadini e volontari, coinvolgere e creare occasioni di incontro.

Con la collaborazione della Pro Loco Abbiategrasso, attraverso il contributo di Mauro Bonalumi, anche le visite guidate sono entrate nel calendario delle iniziative. Riscoprire la città, i suoi luoghi e la sua storia permette di condividere un’esperienza e continuare a vivere il territorio.

Queste attività mostrano come la DFC non sia un servizio separato dalla vita della città. Il progetto mette in relazione realtà che già operano sul territorio e le invita a interrogarsi su come rendere le proprie proposte più accessibili, accoglienti e adatte a coinvolgere persone con esigenze diverse.

La voce di chi si prende cura

Tra le testimonianze della serata, quella di Marialuisa Gersi ha portato al centro l’esperienza di chi vive accanto a una persona con demenza e ne condivide i cambiamenti nella vita quotidiana.

Il suo racconto ha attraversato diverse emozioni: dalla rabbia allo smarrimento, la fatica di affrontare una realtà così difficile fino alla possibilità di trovare nuove risorse per reagire e affrontare la situazione. Una storia personale che ha dato voce anche a ciò che spesso rimane invisibile: la vita delle persone con demenza, di chi se ne prende cura e il bisogno di non sentirsi soli.

La sua testimonianza ha riportato al centro una dimensione fondamentale del progetto. La demenza non riguarda soltanto la persona che riceve una diagnosi, ma attraversa le relazioni e la vita delle famiglie. Per questo una comunità amica deve saper riconoscere anche i bisogni di chi si prende cura, creando occasioni di ascolto, incontro e partecipazione.

La testimonianza di Marialuisa Gersi ha riportato così l’attenzione sul significato concreto del cartello all’ingresso della città. Quelle parole hanno valore se trovano riscontro nelle possibilità offerte alle persone con demenza e alle famiglie: continuare a frequentare i luoghi conosciuti, partecipare a iniziative sociali e incontrare una Comunità che sappia riconoscere le difficoltà e rispondere con attenzione.

Quando musica e parole si incontrano

A intrecciare i diversi momenti della serata sono stati i Joyful Singers, diretti dal maestro Donato Bruno. Il coro ha proposto brani a cappella scelti in relazione alle testimonianze e ai temi affrontati, accompagnando il racconto con sensibilità e attenzione.

A introdurre le canzoni è stato il Dottor Emanuele Poloni, referente per l’ASP Golgi Redaelli e per Fondazione Golgi Cenci. Prima di ogni brano, le sue parole ne spiegavano il legame con il momento della serata, creando un collegamento con le esperienze appena ascoltate e preparando il pubblico all’ascolto. La musica si inseriva così nel racconto, seguendo il filo delle testimonianze e contribuendo a sottolinearne i diversi significati.

Non si è trattato, quindi, di semplici intermezzi tra un intervento e l’altro. Le interpretazioni dei Joyful Singers hanno accompagnato il pubblico da una voce all’altra, dalla riflessione all’ascolto, lasciando spazio alle storie personali e ai temi condivisi. Le voci del coro si sono affiancate a quelle di chi ha raccontato il proprio impegno o la propria esperienza, contribuendo a dare continuità a una serata costruita attorno a percorsi differenti, ma legati dalla volontà di rendere la Comunità più attenta alle persone con demenza e alle loro famiglie.

Dieci anni di percorso, nuove occasioni per partecipare

La serata del decennale ha aperto il calendario delle iniziative DFC 2026/2027, che propone dieci appuntamenti per continuare a creare occasioni di incontro e partecipazione.

Tornano Alla ricerca della memoria perduta, realizzata in collaborazione con Amici della Biblioteca, le visite guidate alla scoperta di Abbiategrasso con la Pro Loco Abbiategrasso e la tombola DFC. Iniziative che coinvolgeranno studenti e docenti del corso di Scienze Umane dell’IIS Bachelet.

Iniziative diverse, ma accomunate dalla possibilità di condividere esperienze arricchenti: riscoprire storie e ricordi attraverso i luoghi e le memorie della città, trascorrere del tempo insieme e favorire l’incontro e la relazione tra persone.

Gli appuntamenti sono aperti a tutta la cittadinanza e accessibili anche alle persone con difficoltà cognitive e ai loro familiari. La partecipazione non è un elemento aggiuntivo, ma una parte essenziale del progetto: significa pensare le iniziative affinché più persone possano sentirsi parte della quotidianità cittadina.

In dieci anni, la DFC Abbiategrasso ha messo in relazione istituzioni, scuola, associazioni, commercianti, professionisti, volontari, cittadini e famiglie. Le testimonianze raccolte durante il decennale hanno mostrato contributi diversi, ma anche il valore di un lavoro che si costruisce attraverso la collaborazione e continua a evolversi.

Un grazie a tutte le persone che hanno condiviso le proprie esperienze durante la serata: ai rappresentanti delle istituzioni Cesare Nai, Beatrice Poggi e Roberto Albetti, ai docenti Claudio Saffioti e Paola Cucchetti, alla dirigente scolastica Donatella Cangini e agli ex studenti Pietro ed Elena, a Tiziana Losa, Nunzia Fontana, Franco Mirenda e, in modo particolare, a Marialuisa Gersi per aver raccontato una parte così personale della propria esperienza. Grazie ai Joyful Singers e al maestro Donato Bruno per aver accompagnato la serata con la loro musica.

Il ringraziamento si estende a tutte le persone e le realtà che hanno contribuito a costruire la Dementia Friendly Community Abbiategrasso in questi anni, anche attraverso attività e collaborazioni che non erano rappresentate fisicamente sul palco.

Il cartello continua ad accogliere chi arriva ad Abbiategrasso. Il lavoro della DFC è fare in modo che il suo messaggio trovi spazio nelle occasioni quotidiane: quando una persona entra in un negozio, partecipa a un’attività inclusiva, incontra qualcuno che sa come aiutarla o trova un’iniziativa a cui può prendere parte insieme alla propria famiglia.

Il percorso prosegue anche attraverso il nuovo calendario. Le prossime iniziative saranno altre occasioni per conoscere, incontrarsi e partecipare: perché una città amica si costruisce coinvolgendo le persone e rendendo la vita della comunità più accessibile a tutti.

Scorri le foto in galleria per rivivere i momenti più salienti del Decennale DFC Abbiategrasso!

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