Nel distretto Abbiatense prende sempre più forma ReteDem.Ab, un progetto innovativo dedicato a migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. Il progetto, coordinato dalla Fondazione Golgi Cenci, punta a costruire una rete stabile e integrata tra servizi sanitari, sociali e realtà del territorio, per cui si è resa necessaria una Progettazione Condivisa, di cui è ora pubblicato il report conclusivo.

Secondo il report, nell’Abbiatense – 83 mila abitanti – un quarto della popolazione ha più di 65 anni e si stimano circa 1.500 persone affette da demenza, oltre a migliaia di caregiver coinvolti nella gestione quotidiana della malattia. Nonostante l’impegno dei servizi locali, emergono ancora criticità: tempi di attesa lunghi, scarsa integrazione tra enti, difficoltà nell’accesso alle informazioni e forte senso di isolamento familiare.

Un progetto che unisce ricerca, assistenza e comunità

ReteDem.Ab nasce proprio per rispondere a queste fragilità, grazie a un partenariato che coinvolge Fondazione Golgi Cenci, ASP Golgi-Redaelli, ASST Ovest Milanese, Comuni del Distretto Abbiatense, medici di base e realtà di volontariato del territorio.

Gli obiettivi principali sono tre:

  1. Costruire una rete territoriale coordinata capace di intercettare precocemente i bisogni.
  2. Rafforzare e innovare i servizi, dalla formazione degli operatori ai nuovi percorsi domiciliari.
  3. Sensibilizzare la comunità e promuovere una Dementia Friendly Community sempre più attiva

Tra le azioni previste compaiono la creazione di un portale informativo, l’attivazione di sportelli di orientamento nelle Case di Comunità, nuovi servizi di screening della memoria, programmi di teleriabilitazione cognitiva e l’introduzione della figura del case manager per accompagnare famiglie e pazienti lungo tutto il percorso di cura.

Il cuore del progetto: ascoltare famiglie, operatori e volontari

Il report finale dell’azione di progetto “Progettazione Condivisa”  si basa su un ampio lavoro sul campo: 20 interviste diadiche a persone con demenza e caregiver e tre focus group con operatori socio-sanitari, personale medico e volontari delle associazioni

Dalle testimonianze emergono bisogni comuni:

  • caregiver sovraccarichi, spesso donne anziane o membri della “generazione sandwich” divisi tra lavoro, figli e genitori fragili;
  • difficoltà quotidiane legate a mobilità, disorientamento e limitazioni fisiche delle persone con demenza;
  • frammentazione dei servizi, mancanza di continuità e informazioni reperibili solo tramite passaparola;
  • necessità di attività cognitive e sociali regolari, spesso non accessibili per problemi di trasporto o orari poco flessibili

Gli operatori dei servizi confermano la mancanza di percorsi chiari, soprattutto nella fase post-diagnosi, e la difficoltà nel coordinamento tra enti diversi. I volontari sottolineano invece la carenza di trasporti pubblici e di risorse per raggiungere gli anziani più isolati.

Verso una comunità “dementia friendly”

Il progetto punta a rendere l’Abbiatense un territorio più inclusivo, in cui chi vive con la demenza possa essere sostenuto non solo dai servizi, ma dall’intera comunità. Le azioni proposte intendono rafforzare il capitale sociale locale, ridurre lo stigma e migliorare l’accesso ai servizi per tutti, anche per chi non utilizza strumenti digitali.

Il modello delineato nel report si propone come un esempio replicabile di welfare territoriale integrato, capace di unire ricerca scientifica, assistenza e partecipazione civica.

Per maggiori informazioni e per approfondire, puoi visionare il report conclusivo:

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